Autore: | Categoria: Logistica, Novità dal mondo dei trasporti |

Blogbilder_IMG_9133Dal 1 gennaio 2015, in Germania entrerà in vigore la disciplina del salario minimo garantito, che sarà fissato a 8,50€ lordi l’ora. La notizia, di per sé, non sembrerebbe avere nulla di rivoluzionario, dato che in Germania, dove gli stipendi sono notoriamente superiori a quelli italiani, 8,50€ l’ora, vale a dire un lordo di 1473 € mensili si traducono, per un single senza figli in poco più di 1.000€ netti al mese.
Ma proviamo ad aggiungere qualche tassello in più. La norma è valida per tutti i settori, indipendentemente dalla tipologia delle mansioni e dalla retribuzione già pattuita tra le parti (qualora sia inferiore al minimo di legge) e, attenzione, indipendentemente dalla sede del datore di lavoro. Vale a dire, anche datori di lavoro con sedi legali all’estero, dovranno assicurare ai propri dipendenti che lavorano in Germania il salario minimo garantito tedesco.
E proprio questa disposizione, potrebbe avere effetti dirompenti sul settore dell’autotrasporto, in quanto, anche agli autisti dipendenti di aziende non tedesche che compiono viaggi in regime di cabotaggio o anche solo transitano sul territorio della Repubblica Federale, dovrà essere garantita la tariffa di 8,50€ orari.
Alcune federazioni, come ad esempio la GVN, hanno già esplicitamente preso posizione, dichiarando che, dal 1 gennaio 2015, ogni autista polacco che effettui  viaggi in regime di cabotaggio in Germania dovrà essere retribuito 8,50€ l’ora. Tariffe inferiori saranno da considerarsi, quindi, come lavoro in nero. La legge tedesca, a questo proposito, prevede, per reprimere il lavoro in nero, sanzioni fino a 500.000€.
Facile immaginarsi che altre federazioni prenderanno la stessa posizione, brandendo questa norma come spadone per combattere il dumping sociale e la concorrenza feroce dei paesi dell’est europeo.
Come reagirà il mercato? Gli autotrasportatori stranieri in transito verranno effettivamente controllati? La risposta, tra qualche settimana.