Autore: | Categoria: Curiosità dal mondo dei trasporti, Logistica, Novità dal mondo dei trasporti, Tecnologie del trasporto |

petroleum-graphSecondo quanto riportato dal TIME, negli Stati Uniti più dell’8% dei carburanti utilizzati nel 2014 dall’industria del trasporto, non era derivante dal petrolio.

Una cosa è certa: seppur lentamente, il settore del trasporto americano, consumi sempre meno petrolio. Secondo quanto riportato dalla EIA, l’agenzia americana per l’informazione energetica, spinte dalla crescita del biodiesel e del gas naturale, le energie non derivanti dalla raffinazione del petrolio hanno contribuito alla produzione di carburanti per il trasporto in percentuali superiori a quanto non avveniva dal 1954, quando era ancora il carbone ad avere una significativa fetta di mercato.

In totale, l’8,5% dei carburanti utilizzati dal settore del trasporto nel 2014 non è stato prodotto con la raffinazione del petrolio. La quota maggiore di energia alternativa è stata coperta dal bioetanolo, derivato dalla raffinazione del grano, utilizzato soprattutto da automobili e veicoli commerciali leggeri. In seconda posizione, tra le energie alternative al petrolio, si è assestato il consumo di gas naturale. Il report ha anche evidenziato una piccola ma indicativa crescita nell’impiego di elettricità e biodiesel.
Una maggiore consapevolezza per l’aspetto ambientale e le fluttuazioni nei prezzi del petrolio hanno accentuato questo trend nel corso del 2014. Resta da vedere, se i ribassi del Brent registrati in questa prima metà del 2015, invertiranno nuovamente la tendenza in favore del petrolio nei prossimi mesi. Ad ogni modo, non è ancora chiaro quale sarà l’energia migliore e più pulita, che potrà andare ad affiancare in modo rilevante il petrolio, nel futuro prossimo. Per Christopher R. Knittel, professore di economia energetica al M.I.T., etanolo, gas naturale, idrogeno ed elettricità hanno pari possibilità.

“Non siamo ancora in grado di prevedere quale sarà lo scenario tra 50 anni,” ha dichiarato Knittel. “ Ci sono quattro potenziali sostituti al petrolio, ma ancora non sappiamo chi la spunterà.”

Seppur il trend di allontanamento dal petrolio vada sicuramente visto in modo positivo (dal petrolio derivano, infatti, un terzo di tutti i gas ad effetto serra), una futura dipendenza dalle biomasse potrebbe divenire un’arma a doppio taglio. Infatti, utilizzando etanolo, che è ora miscelato con petrolio e rappresenta circa il 10% del carburante per automobili venduto negli USA, secondo Knittel, i benefici in termini di emissioni di gas ad effetto serra sarebbero marginali. L’utilizzo dell’elettricità nel trasporto sarebbe sicuramente più pulito, ma la tecnologia a suo supporto è ancora agli albori. Laddove già esiste, pensiamo alle auto di Tesla, è in genere ancora troppo cara e non ancora realizzabile su grande scala.