Autore: | Categoria: Logistica, Novità dal mondo dei trasporti, Tecnologie del trasporto |

Secondo una stima dell’International Transport Forum, nel 2040, il 60% della popolazione mondiale abiterà in città. Congestione del traffico, qualità dell’aria, ottimizzazione degli spazi sono, già da tempo, temi cruciali per le maggiori metropoli mondiali e lo diventeranno, nei prossimi decenni, anche per molte altre città in tutto il mondo. Quali sono le risposte a questi cambiamenti di un settore, quale quello della logistica, nel quale già dagli anni 90 operano pionieri nella sharing economy delle merci, come le borse carichi? Come si concilia la domanda sempre più elevata di beni e consumi, da parte di milioni di persone concentrate in aree di pochi chilometri quadrati, con passaggi logistici efficienti ed ecosostenibili?

Andiamo a vedere come si affronta il problema a Londra, parlandone con Sam Clarke, fondatore di Gnewt Cargo, azienda logistica nata nel 2008 con l’intento di offrire un servizio di consegne in centro città, che utilizzasse esclusivamente veicoli ad emissioni zero.

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Innanzitutto, cosa significa GnewtCargo?
Abbiamo scelto un nome estroso, ma nel quale volevamo condensare l’essenza del nostro servizio: Green NEW Transport.

Come è nata l’idea di business?
Dopo aver scritto una tesi sui veicoli elettrici mi sono occupato per qualche tempo di import e rivendita di scooter elettrici in UK. Volendo diversificare l’offerta anche con veicoli elettrici per consegna, mi è venuta poi l’idea di creare una azienda che si occupasse esclusivamente di questo tipo di servizio.

Come è composta attualmente la vostra flotta?
Oggi abbiamo circa 100 mezzi elettrici, tra van, mini van, minicar, scooter ed e-bike.

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Dove consegnate e quante consegne riuscite a fare ogni giorno?
Oggi copriamo tutta l’area di Central London e riusciamo ad effettuare tra le 5.000 e 10.000 consegne giornaliere.

Alcuni dei vostri clienti sono big player della 3PL. Perché vi hanno scelto?
Perché siamo unici e siamo leader indiscussi. Per i nostri clienti è molto più conveniente subappaltare a noi l’ultimo miglio, anziché dover investire in prima persona.

Con quanti magazzini di prossimità siete operativi?
In totale quattro: tre sono gestiti direttamente da noi, uno è di proprietà di un nostro cliente.

Quali sono i prossimi obiettivi per Gnewt?
Puntiamo a coprire tutte le maggiori città del Regno Unito nel corso dei prossimi tre anni.

Così come in molte metropoli europee, anche Londra è dotata di una serie di regolamentazioni che limitano drasticamente la circolazione di veicoli a motore diesel in centro città. Consegnare con veicoli ad emissioni zero, come Gnewt, permette quindi di risparmiare e di poter muoversi 24 ore su 24, senza alcuna limitazione o costo aggiuntivo per eventuali ticket e permessi di circolazione nelle aree a circolazione limitata.
Gnewt, dalla sua fondazione ad oggi ha conseguito la vittoria di diversi premi e riconoscimenti quali il Transport Solution Supplier of the Year (2013 e 2014), il Corporate Environment Award (2014), il Leadership in Greening procurement Award (2013).
Grazie a 100 mezzi a zero emissioni e 50 dipendenti, Gnewt è riuscita a certificare di riuscire ad abbattere le emissioni di CO2 del 62% per ogni collo consegnato. Circa mille clienti tra big player della 3PL, GDO, corrieri e operatori di e-commerce si affidano attualmente all’azienda di Sam Clarke per stoccaggio e consegna dei propri a Central London.

Leggendo il claim di Gnewt Cargo (love the last mile) mi è venuto in mente un pezzo dei Blur che raccontava la Londra deli anni ’90 e  che oggi, parafrasato, potrebbe suonare:

London loves the last mile