Author: | Category: Curiosità dal mondo dei trasporti, Logistica, Tecnologie del trasporto |

Arte e trasporto sono due realtà ben più vicine di quanto, in realtà, si possa pensare. L’etimologia della parola arte, derivante dal latino ars, ci rimanda alla capacità di agire, al talento. E allora, proviamo per un attimo a pensare a quanto talento gli uomini, nel corso dei millenni, abbiano investito nel trasporto, partendo dall’invenzione della ruota fino ad arrivare alla concezione e realizzazione di navicelle spaziali o dei treni a levitazione magnetica. Parlare di arte del trasporto, insomma, non è per nulla fuori luogo.
E cosa dire, invece, a proposito di arte nel trasporto? A tutti sarà sicuramente capitato di superare in autostrada qualche camion più originale del solito, magari dalla cabina aerografata o dalla centina eccentrica. Tra gli amanti dei bisonti della strada, c’è un popolo di veri e propri appassionati che gira i raduni di tutta Europa, dove hanno luogo competizioni  e “concorsi di bellezza” per i cosiddetti decorati. Ce ne sono per tutti i gusti, dalla musica con gli AC-DC, Phil Collins e Rihanna, passando per Sirenette, lupi, indiani, fino ad arrivare a Valentino Rossi e al Sic.

IMG_2130@Volvo Trucks

 Ma forse, pochi sanno che i primi decorati della storia non furono camion, bensì delle navi. Sì, avete letto bene: navi!

Il fenomeno, infatti, risale alla prima guerra mondiale, epoca in cui navi mercantili e militari della marina inglese e americana erano facile bersaglio degli U-Boot, i temibili sottomarini tedeschi.  Il tutto nacque da una lettera dello zoologo inglese John Graham Kerr a Winston Churchill, all’epoca Primo Lord dell’Ammiragliato Reale e Ministro delle Munizioni, nella quale lo scienziato suggeriva al ministro inglese di adottare, per le navi della marina di Sua Maestà ,un sistema di camuffamento  che fosse in grado di rompere la regolarità e l’armonia delle linee degli scafi delle imbarcazioni, sulla base dello stesso principio per cui, in natura, una zebra, una giraffa o un leopardo in movimento, sono estremamente difficili da mettere a fuoco,  soprattutto quando sono in movimento. L’idea era dunque non quella di mimetizzare o nascondere le navi, bensì quella di confondere l’osservatore ed in particolare i telemetri ottici utilizzati dai sottomarini tedeschi.  Per il nemico, insomma, sarebbe stato difficile capire se in vista ci fosse la poppa o la prua del bersaglio e comprendere se la nave si stesse avvicinando o allontanando dal punto di osservazione.
Fu così che, il 10 novembre 1914, Churchill impartì l’ordine di attuare l’idea di Kerr, che fu applicata su alcuni navi da guerra inglesi come la HMS Implacable, i cui ufficiali confermarono che le maculazioni e gli arabeschi mettevano in difficoltà i telemetri nemici. In ogni caso, dopo che Churchill lasciò l’Ammiragliato, la Royal Navy tornò a reimpiegare la classica livrea in tinta unita grigia. Nel frattempo però, nel 1916 l’esercito britannico aveva istituito una sezione per il camuffamento su terra e, dopo nuove pesanti perdite di navi mercantili per mano di sottomarini tedeschi, nel 1917 l’artista e pittore Norman Wilkinson propose di adottare per le navi inglesi un sistema di camuffamento composto da linee e strisce frastagliate che distorcesse la percezione della sagoma della nave grazie a forti contrasti di forme e colori, confondendo così il nemico su velocità, direzione e dimensioni della stessa. Fu così che Wilkinson, già luogotenente comandante della Royal  Navy, fu messo a comando dell’unità di camuffamento che in breve tempo “decorò” oltre 4.000 imbarcazioni mercantili. Nell’agosto del 1917, la HMS Alsatian fu la prima nave da guerra ad essere dipinta con questo stile di camuffamento che prese il nome di dazzle o razzle dazzle e che fu anche utilizzato dalla marina americana.
Le creazioni erano tutte una diversa dall’altra, realizzate in gran parte dalle allieve della Royal Academy of Arts. In ogni caso, anche altri creativi come scultori, artisti e designer parteciparono a questo progetto.

L’efficacia militare di questa tecnica, di fatto, non fu mai provata scientificamente, in quanto la varietà dei design adottati fu talmente vasta ed eterogenea che fu impossibile giungere a conclusioni definitive. A livello bellico, già a partire dalla seconda guerra mondiale, non fu più adottata a causa dell’evoluzione tecnologica dei sistemi di telemetria e, ovviamente, dell’aviazione che la resero inutile.

Quello che è sicuro, è che riguardandole oggi, queste navi restano un affascinante esempio di come arte, trasporto e talento siano stati capaci di lasciarci una testimonianza unica di ars transportandi.

Fonti: http://en.wikipedia.org/wiki/Dazzle_camouflage – http://twistedsifter.com/2010/02/razzle-dazzle-camouflage