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Anche ques’tanno è arrivato San Valentino e, come ogni anno, oggi verranno acquistati in tutto il mondo milioni di rose da regalare alla persona amata come segno d’amore.
Da dove viene questa usanza? Secondo una comune diceria, che è perdurata negli anni e sembra essere plausibile, i fioristi hanno influenzato molto questa tradizione. Per lo meno i fioristi, ogni anno, attendono con gioia quello che è il periodo più redditizio dell’anno. Anche se non sappiamo su cosa si fondi questa usanza, siamo in grado di dirvi da dove e come arrivano da noi i fiori più profumati e pomposi. In questo periodo dell’anno non vengono di certo dalla serra vicino a casa.

Per crescere robusta e rigogliosa, la rosa ha bisogno di luce, acqua e calore. D’inverno, nelle nostre latitudini, la luce e il calore sono un bene molto raro. Per questo il viaggio della rosa ha inizio nelle latitudini più calde. Qui le rose sono in grado di crescere rigogliose. I principali Paesi che coltivano ed esportano le rose sono il Kenia, l’Etiopia, l’Ecuador e la Colombia. In media, nel porto olandese vengono scaricati ogni giorno 9 milioni di fiori. A Francoforte, per San Valentino arrivano circa 4 milioni di rose ogni giorno per quattro giorni alla settimana.

Qualcuno si chiederà perché i fiori debbano affrontare un viaggio così lungo per poi finire semplicemente in un vaso. I costi per far crescere e coltivare rose forti e durevoli in serra sono esattamente gli stessi necessari per far crescere le rose in condizioni naturali, raccoglierle e trasportarle. Negli ultimi anni si è fatto molto anche sul fronte della tutela ambientale e della sostenibilità in modo che i coltivatori ricevessero il sigillo fair trade (commercio equo e solidale) richiesto dal consumatore in Europa. In questo modo si consuma molta meno acqua e si produce in modo più efficiente.  Inoltre, sono migliorate le condizioni di lavoro e i salari.

Questi fiori delicati vengono raccolti a mano, perché solo così si riesce a raccoglierle nel momento giusto. Non sono 100 donne a occuparsi della raccolta e della cura delle rose, bensì 50.000 uomini che lavorano nelle piantagioni intorno a Naivasha, la capitale keniota delle rose. Intorno al lago Naivasha si susseguono un’azienda agricola dopo l’altra, ognuna delle quali, in media, produce mezzo milione di rose al giorno. Per i matrimoni o i giorni come San Valentino e la festa della mamma le cifre sono ancora più elevate. Anche Paesi come l’Etiopia e la Colombia registrano un aumento delle esportazioni di rose.

Dopo essere state raccolte, le rose vengono direttamente confezionate e inserite in secchi d’acqua. A questo punto, a una temperatura di 5°C, vengono trasportate per 90 km fino all’aeroporto di Nairobi. Qui vengono infilate direttamente nelle stive dei Boeing 747 e portate in Europa. Una volta in Europa, queste piante vengono poi distribuite. Per il trasporto di merci deperibili, tra cui i fiori, è stato sviluppato il prodotto speciale Fresh/td, grazie al quale le rose non risentono assolutamente del viaggio di 8.000 km in poche ore.

Qualora venga interrotta la catena del freddo, non è possibile garantire che la rosa manterrà la sua bellezza almeno una settimana nel vaso. La temperatura di stoccaggio è pari a 3-5° C per evitare che i fiori sboccino e per proteggerli dai batteri. Per ogni raccolto al giorno (a volte vengono effettuati anche tre raccolti al giorno), le aziende agricole ricevono un mazzo di rose per il controllo qualità. Se il loro mazzo dovesse conservarsi più a lungo rispetto a quello nel luogo di esportazione, il più delle volte questo sarà un indizio del fatto che la catena del freddo sia stata interrotta. Bastano soli 10 minuti di esposizione alla luce solare per ridurne la durata di conservazione.

Nel 2011 Lufthansa Cargo ha trasportato circa 700 tonnellate di rose, che equivalgono a circa 30 milioni di rose! Un aereo può trasportare 90 tonnellate di rose; una quantità che, sulla base del volume occupato, è piuttosto ridotta, se paragonata ad altre merci deperibili come frutta e verdura. Buon San Valentino!

 

Un altro fatto curioso: https://www.borsa-trasporti.it/creativita-al-volante-peperoni-e-pomodori-al-posto-del-triangolo



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