Autore: | Categoria: Novità dal mondo dei trasporti |

Da aprile, in Germania, è stato introdotto il divieto per i conducenti di mezzi pesanti  di trascorrere le ore di riposo settimanali, all’interno della cabina del conducente. I conducenti continueranno a essere autorizzati a trascorrere nel veicolo solo il riposo ridotto settimanale di 24 ore.

Per l’introduzione di questo divieto, si sono impegnati intensamente, per quasi quattro anni, i membri dell’associazione “Actie in de Transport e.V.”, alcuni deputati socialdemocratici al Parlamento tedesco (Bundestag) e la rivista “Fernfahrer”. Da un lato con l’obiettivo di rappresentare i conducenti dell’Europa dell’Est che spesso viaggiano, lontano da casa, per alcuni mesi. Dall’altro, nella speranza di porre fine alla battaglia dei prezzi nell’Europa occidentale e, quindi, all’aumento dei prezzi dei trasporti, uniformando le disposizioni, i controlli e le sanzioni.

Con una petizione parlamentare, l’associazione “Actie in de Transport” aveva addirittura avanzato la richiesta di obbligo per tutti gli autisti professionisti di tornare, al massimo ogni due weekend, nel Paese del loro datore di lavoro. Questa richiesta, però, va a scontrarsi con il diritto fondamentale della libera circolazione, secondo il quale lo Stato non può imporre a nessun soggetto in quale Paese o città debba sostare. Con questa delibera, invece, si dispone unicamente che la pausa settimanale debba essere trascorsa “fuori dal veicolo”.

I critici temono che l’impatto di questo divieto sui prezzi di trasporto sarà tanto ridotto quanto quello dei divieti introdotti in Belgio, Francia e Olanda, e che ora i conducenti si troveranno obbligati a trascorrere i fine settimana nei villaggi di container invece che nei propri letti all’interno delle cabine del conducente.

I primi commenti nella stampa settoriale tedesca in merito a questo decreto purtroppo sono stati tutti incompleti ed errati. Qual è il problema nella modifica di legge: Il legislatore ha introdotto la sanzione pecuniaria qualora il conducente trascorra le ore di riposo settimanali regolari in cabina, senza però formulare esplicitamente il divieto di trascorrere il fine settimana all’interno della cabina del conducente. In un primo momento, questa struttura insolita sembra un lavoro fatto male. In realtà, si tratta di un difficile compromesso raggiunto a seguito di trattative controverse tra i partiti della CDU (Unione cristiano-democratica) e della SDP (Partito socialdemocratico).

Al contempo, la legge prevede che solo la pausa settimanale ridotta (24 ore) e non quella regolare (45 ore) possa essere trascorsa all’interno del veicolo.

Cosa significa, quindi, per i conducenti?

Se la polizia vede un autista che sosta nel suo camion, in un’area di servizio, il sabato mattina e poi lo rivede la domenica sera, presuppone che si tratti del periodo di riposo ridotto di 24 ore. Per la polizia, infatti, vige l’obbligo dell’onere della prova circa il trascorrimento delle ore di riposo in cabina. Secondo la giurisdizione attuale, per questo weekend il conducente non potrà quindi essere punito penalmente. Però: se dalla verifica della polizia dovesse risultare che anche nel weekend precedente il conducente si è preso un periodo di riposo ridotto, allora incorrerà in un problema. In questo caso, sarà obbligato a pagare una sanzione pecuniaria, non per il weekend in corso, bensì per quello precedente. Per ogni ora in meno di riposo rispetto alle 45 ore previste, il conducente dovrà pagare 60 euro, mentre l’impresa 180 euro. Questa frase è contenuta nel catalogo delle sanzioni pecuniarie. Entrambi i soggetti vengono accusati di aver commesso un’azione dolosa. Se, per esempio, il mezzo ha sostato 30 ore, il conducente dovrà pagare 15 volte 60 euro, per un totale di 900 euro, mentre l’impresa pagherà il triplo.

Attualmente si può solo speculare se tali provvedimenti che infliggono una pena supereranno un controllo giudiziario. Nelle prossime settimane, sarà possibile fornire maggiori dettagli riguardo alle procedure di controllo dell’UFSP e della polizia. Si prevede che i primi controlli verranno effettuati nella zona di confine con il Belgio e la Francia, dal momento che molti conducenti si recano in Germania a causa del divieto vigente nei weekend e i parcheggi per autocarri nella zona di confine sono ancora più pieni che nel resto del Paese.

 

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2 Responses to “La Germania vieta la sosta in cabina durante i weekend”

  1. Carmelo Doddis

    Cosa si intende per struttura idonea,nel caso di parenti in germania come poter dimostrare di aver trascorso il fine settimana a casa loro?al fine del riposo settimanale lungo, grazie e buon lavoro carmelo

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    • bruce

      Buongiorno Carmelo, credo che l’importante, sia poter dimostrare di avere svolto un periodo di riposo lungo nel weekend precedente. Quindi, dove ha effettuato il riposo, non è determinante.

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