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La notizia che Uber ha effettuato la prima consegna di un carico di 50.000 lattine di birra utilizzando un camion che ha percorso oltre 200 Km senza conducente, ha fatto in poche ore il giro del mondo e ha suscitato un acceso dibattito nel mondo del trasporto.
La reazione spontanea di molti camionisti è stata d’istinto negativa, in quanto tanti di loro vedono la guida autonoma come un potenziale killer della loro professione. Ma questi timori sono, allo stato attuale delle cose, totalmente ingiustificati. Infatti, grazie alle nuove tecnologie, nel futuro, la professione dell’autista cambierà, ma non verrà assolutamente abolita.

E gli aerei?

Provate a pensare al trasporto aereo. Il 95% di tutti i compiti che doveva svolgere un pilota 50 anni fa, sono oggi effettuati in modo completamente automatizzato dai sistemi controllo dell’aeromobile: sia per ciò che concerne le impostazioni di volo, la navigazione, nonché la considerazione di vento e condizioni meteorologiche.

Senza aggiungere che, ormai da tempo, esistono droni che volano in modo perfetto e sicuro senza bisogno di un pilota, ma nessuno ha mai pensato di destinarli al trasporto di passeggeri. Nella cabina di ogni aereo, sia che sia destinato al trasporto di persone, sia che sia un cargo, i piloti sono una presenza insostituibile e, anche qui, nulla fa pensare che la loro presenza possa diventare superflua nel breve o medio periodo.

E la metro?

La situazione è diversa in metropolitana. A Copenaghen e Norimberga, così come la linea 5 della metropolitana milanese, funzionano senza conducente. Ma questo, si capisce, è più facilmente realizzabile con mezzi di trasporto che viaggiano su rotaie e che non entrano in contatto diretto con il traffico
I camion, invece, sono parte integrante del traffico stradale e, per questo, non sono assimilabili a quest’ultimo esempio.

Calma e sangue freddo

In definitiva, ci sentiamo di dover placare un po’ gli animi. Sicuramente, dobbiamo ormai aspettarci, nel prossimo futuro, di vedere camion viaggiare autonomamente su alcune autostrade. E, anche se un giorno i camion potranno circolare a guida autonoma su tutta la rete autostradale, per il resto del percorso, continuerà ad essere essenziale, così come oggi un autista. E, in ogni caso, anche durante la percorrenza a guida autonoma, non si potrà prescindere dalla presenza dell’autista in cabina che resterà il responsabile dell’automezzo.

Peter Fahrensohn, responsabile di un grosso parco mezzi e responsabile di un centro di formazione per autisti professionisti a Siegen, lo spiega così: “I camion a guida autonoma rivoluzioneranno il lavoro del camionista, ma non lo porteranno ad estinguersi. Nei prossimi anni, gli autisti avranno nuovi compiti e nuove mansioni di responsabilità da assolvere. Il camionista diventerà sempre meno un lavoro di fatica e di sacrifici e si avvicinerà sempre di più a quello di un rappresentante aziendale, dotato di adeguate conoscenze tecniche. E questo è un obiettivo, sicuramente ambizioso, ma del quale tutti gli autisti potranno beneficiare! ”

 

I camion a guida autonoma rivoluzioneranno il lavoro del camionista, ma non lo porteranno ad estinguersi. Nei prossimi anni, gli autisti avranno nuovi compiti e nuove mansioni di responsabilità da assolvere. Il camionista diventerà sempre meno un lavoro di fatica e di sacrifici e si avvicinerà sempre di più a quello di un rappresentante aziendale, dotato di adeguate conoscenze tecniche.

Daimler dixit

Il sistema di guida autonoma di Freightliner, società di proprietà della Daimler Trucks Nord-America, si chiama Highway Pilot. E, proprio la risposta che arriva dalla quartier generale di Stoccarda del colosso tedesco, dovrebbe essere sufficiente a fugare tutti i dubbi e le paure che tanti autisti professionisti hanno sul futuro della loro professione.

Ecco perché gli autisti professionisti continueranno ad essere insostituibili, nonostante l’Highway Pilot:

– L’Highway Pilot non sostituisce l’autista. È vero piuttosto il contrario: il conducente resta la componente più importante della cabina ed è supportato e aiutato dall’Higway Pilot. Ad esempio, durante la percorrenza di lunghe strade monotone, in situazioni di continui stop-and-go e durante incolonnamenti.

– L’autista del mezzo, non lascia mai completamente il controllo del mezzo, in modo che sia in grado, in ogni momento, di intervenire.

– Allo stato attuale della tecnica, siamo convinti che il conducente non possa essere sostituito da alcun sistema e questo è il motivo per cui anche con Highway Pilot e Highway Pilot Connect (il nostro sistema che consente la connettività di un convoglio di mezzi in modalità platooning) l’autista del mezzo continuerà a svolgere un ruolo fondamentale e deve avere sotto controllo, in ogni momento, il corretto svolgimento dei processi del sistema.  Soprattutto in situazioni complesse, come ad esempio il traffico cittadino, il carico e lo scarico della merce, il conducente sarà, proprio come per ogni normalissimo camion, indispensabile.

– Ad oggi, lo stato di progettazione del sistema permette la guida autonoma solo in autostrada.

– Inoltre, anche la totale mancanza di un quadro giuridico adeguato non lascia spazio, per il prossimo futuro, all’ipotesi di un camion che viaggi sulle nostre strade privo di conducente.

 



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