Autore: | Categoria: Internet e trasporti, Logistica, Novità dal mondo dei trasporti, Tecnologie del trasporto |

eine Straße Richtung Autobahn führend | a street going to the freeway

 

In questi giorni, sta girando in rete un video che documenta la figuraccia del senatore australiano Malcom Roberts, negazionista del riscaldamento globale del pianeta che, in diretta televisiva, viene demolito, dati alla mano, dal fisico britannico Brian Cox. Quest’ultimo, mostra un paio di grafici inequivocabili a supporto della sua affermazione secondo cui “c’è ormai un consenso univoco sulla correlazione tra l’azione dell’uomo e l’aumento delle temperature medie del pianeta”. I dati vengono, però, contestati dal senatore, che fa riferimento ad un fantomatico sabotaggio dei dati effettuato dalla NASA (!).

Davanti ai risultati delle rilevazioni di questi ultimi anni, non possiamo permetterci di fare come il Senatore Roberts e fare finta che il problema del surriscaldamento terrestre non esista e, soprattutto, dubitare che esso sia legato all’influsso che l’attività dell’uomo esercita sulle risorse della Terra. Uno sviluppo sostenibile non può più prescindere dall’impegno di ognuno di noi nell’effettuare scelte consapevoli relativamente all’impatto che i nostri processi produttivi e di consumo avranno sull’ambiente e sulle generazioni che abiteranno la Terra dopo di noi. Questo vale, per ogni settore industriale e, a maggior ragione in quello logistico e dei trasporti, laddove la conclamata impossibilità di fare a meno della gomma collide con la criticità dei livelli di emissioni nocive da essa prodotte. Da qui l’importanza che nella green logistics viene data alla programmazione dei piani logistici per ottimizzare lo sfruttamento dei mezzi, senza andare a compromettere il servizio al cliente. Quindi, dato per scontato che disporre di flotte dotate di motori di nuova generazione (Euro 5 e Euro 6) consente di abbattere in modo massiccio le emissioni di particolato e di ossidi di azoto, è anche vero che l’aiuto di telematica, di sistemi TMS e di piattaforme di trasporto intelligenti, sono tra le soluzioni che possono permettere a qualsiasi azienda di trasporto di limitare ulteriormente l’impatto ambientale della propria attività.

Esemplare, a questo proposito, è il caso della Rampini Ernesto srl, azienda comasca di trasporti e logistica integrata. Mattia Rampinini, direttore traffico dell’azienda, ha di recente raccontato come l’utilizzo della piattaforma di trasporto di TimoCom, ed in particolare della borsa carichi, oltre ad avere influito positivamente sui ricavi e sui profitti dell’azienda, abbia anche permesso nel biennio successivo alla sua introduzione, di abbattere del 23% le emissioni di CO² del parco mezzi viaggiante. Il calcolo dell’incidenza chilometrica delle emissioni è stato effettuato, prendendo in considerazione le rotte della Rampinini effettuate da Lomazzo verso il Nord-Europa, dalla start-up italiana Greenrouter, che ha di recente affinato un sofisticato strumento di elaborazione studiato apposta per calcolare l’impatto ambientale della supply chain.

Per maggiori informazioni sul caso Rampinini:https://www.timocom.it/News/Comunic…



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