Autore: | Categoria: Logistica, Novità dal mondo dei trasporti |

Lo scorso weekend si sono tenuti a Fiuggi gli Stati Generali dell’Autotrasporto, la tavola rotonda a cui hanno partecipato le 9 sorelle _NIK6141_450x300px
dell’autotrasporto italiano: Anita, Conftrasporto, Confcooperative, Fai, Fedit, Fiap, Legacoop, Sna Casartigianati e Unitai.

I lavori si sono conclusi con la condivisione di un documento che dovrà servire come base per le riforme di settore da affrontare nei prossimi mesi. Questi i punti condivisi:

  1. Responsabilità oggettiva.
    Armonizzazione definitiva degli artt. 174 e 178 del Codice della Strada a quanto prescritto dal Regolamento Comunitario 561/2006.
  2. Comitato Centrale dell’Autotrasporto.
    Entro 6 mesi dovrà venire perfezionato l’incrocio delle banche dati (Inps e Inail) al fine di poter definitivamente cancellare dall’Albo le imprese non in regola.
    L’integrazione tra l’Albo e il Registro Elettronico Nazionale deve venire accelerata, contestualmente al passaggio di competenze dalle Province alle Motorizzazioni. Il fine è quello di mondare gli elenchi dalle aziende senza veicoli.
    Tra le altre cose, competenze precipue dell’albo dovranno essere la promozione di forme di certificazione di affidabilità delle imprese iscritte; elaborare e pubblicare dati statistici di settore; promozione dell’immagine della categoria; promozione dell’unificazione e semplificazione del corpo legislativo di settore in un testo unico; formazione diretta delle aziende e degli organi di controllo nonché la definizione di norme per l’aggiornamento periodico dei titolari di attestato di libertà professionale.
  3. Politiche comunitarie
    In materia di cabotaggio deve essere promossa un’armonizzazione delle norme comunitarie, ferma restando la prospettiva della completa liberalizzazione del trasporto. A tal fine, il cabotaggio illegittimo deve essere contrastato grazie ad un coinvolgimento diretto della committenza e ad un inasprimento delle sanzioni (ad es. segnalazione elettronica del passaggio di frontiera ed inasprimento dei controlli su strada da parte delle forze dell’ordine).
    Si deve lavorare per raggiungere l’obiettivo del minimo salariale per tutti gli autisti europei impegnati in trasporti internazionali, così come già accade per latre categorie di lavoratori, al fine di evitare una delocalizzazione selvaggia delle imprese guidate dalla continua rincorsa ad un costo del lavoro sempre più basso.
    È necessario un chiarimento interopretativo da parte del Comitato Trasporti Terrestri della C.E. a riguardo del regolamento 561/2006 in materia di tempi di guida e risposo, ai fini di garantire maggiore flessibilità agli autisti in fase di rientro e in fase di arrivo all’imbarco ferroviario e/o marittimo dei mezzi.


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