Autore: | Categoria: Logistica, Novità dal mondo dei trasporti |

DSC_3244-BearbeitetCondurre una vita sana dipende molto, anche, dal tipo di lavoro svolto. Fare il camionista significa stare molto tempo seduti al volante, consumare pasti irregolari e non sempre salutari, avere turni di lavoro massacranti. Il tutto condito da stress, ansia e solitudine.
Condizioni di lavoro adeguate ed  imprese che lavorino anche per migliorare la qualità di vita dei propri conducenti, sono fattori fondamentali affinché questa professione possa diventare, in futuro, più gratificante per chi la esercita.

Che le condizioni di lavoro incidano sulla salute dei lavoratori, nel 2016, dovrebbe essere un assioma chiaro a tutti. Così come il fatto che lo stile di vita del lavoratore influisce anche sulle sue prestazioni lavorative. Gli autisti che devono trascorrere la maggior parte del loro tempo alla guida di un camion, sono soggetti quotidianamente a diversi fattori dannosi come le vibrazioni del corpo, il rumore, il lavoro a turni, il riposo inadeguato, pasti e dieta irregolari, tempi di guida prolungati, posizioni faticose, ecc. Non solo, ma anche il loro ambiente di lavoro non è dei migliori, in quanto debbono respirare monossido di carbonio (CO), biossido di zolfo e altri inquinanti. Se a tutto questo si aggiunge lo stress del lavoro stesso e le difficoltà del settore dell’autotrasporto, si fa presto a comprendere, come la professione del camionista non sia sicuramente tra le più sane.

Il lavoratore e il datore di lavoro devono lavorare insieme

Chiaramente, ogni autista è libero di scegliere lo stile di vita che predilige riguardo ad alimentazione, esercizio fisico, sonno, ecc. Ma è anche vero, che l’azienda per cui lavora dovrebbe impegnarsi affinché le condizioni di lavoro dei propri dipendenti siano, nel limite del possibile, ottimali. Perché è sicuramente vero che si può fare molto di più.
Vediamo qui alcune delle azioni che possono essere intraprese dalle aziende di trasporto per migliorare le condizioni di lavoro per i propri dipendenti:

  • Introdurre attività di formazione periodiche tenute da professionisti su temi come dieta, attività fisica, controllo del peso, abitudini di sonno, ecc.
  • Organizzare il lavoro in modo da agevolare comportamenti sani, come l’introduzione di pause regolari in modo che i conducenti possano fare pause pranzo accettabili e che possano permettere anche l’esercizio fisico.
  • Conoscere bene i propri autisti, in modo da adattare il loro impiego alle esigenze specifiche di ciascuno.

Alcune di queste misure possono comportare benefici non solo alla salute dei lavoratori, ma anche all’azienda stessa, riducendo assenteismo e generando risparmi significativi per l’impresa.

Tutto questo può sembrare raro, se non utopico, ma la realtà è che ci sono già aziende nel settore dei trasporti che prendono molto sul serio la salute e il benessere dei propri dipendenti.

Best practice

Tra le aziende virtuose, segnaliamo sicuramente la società belga Van Dievel che impiega circa 90 autisti e possiede 60 camion. Questa società collabora con un medico che svogle, ogni anno, un check-up personale con ognuno dei dipendenti. Inoltre, il medico insieme ad un ergonomo e ad otto autisti dell’azienda, ha sviluppato un programma di formazione e un opuscolo per mostrare ai dipendenti della società come lavorare in modo sano e prevenire guai  muscolari e scheletrici.

L’azienda finlandese Trim Truckers ha elaborato un programma per rilevare problemi di salute dei propri autisti con l’aiuto di un medico del lavoro interno. Una volta identificato il problema, il medico offre un trattamento sanitario preliminare e consiglia poi uno specialista per i test diagnostici e l’applicazione del trattamento. La Trim Truckers, inoltre, fornisce una consulenza dietologica, per aiutare gli autisti nella selezione di pasti sani.  Inoltre, ha assunto anche uno psicologo del lavoro per pianificare i turni di lavoro e i percorsi e migliorare così l’organizzazione della giornata, in modo che i dipendenti abbiano tempo sufficiente per riposare.

Insomma, anche le imprese di trasporto possono fare molto per la salute dei propri dipendenti. Con misure come queste, oltre a realizzare un ambiente di lavoro migliore, si instaura anche un atteggiamento più positivo verso il lavoro e la concreta sensazione che il datore di lavoro si preoccupi dei propri autisti.

E nella vostra azienda? La salute dei dipendenti è presa sul serio?

 

 

 

 

 

Fonte: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro – http://osha.europa.eu